Biografia
Serva di Dio Luisa Piccarreta

Cenni biografici

Serva di Dio
Luisa Piccarreta
Laica, Terziaria Domenicana

Luisa Piccarreta nacque a Corato il 23 aprile 1865. A undici anni si iscrisse all’associazione delle Figlie di Maria e in seguito divenne Terziaria Domenicana.
Verso i tredici anni ebbe la visione di Gesù che, curvo sotto il peso della croce, la fissò dicendole: “Anima, aiutami”. Da quel momento si accese in lei un desiderio insaziabile di condividere con il Maestro Divino le sue sofferenze per la salvezza delle anime e iniziarono per lei quei patimenti “misteriosi” che la portarono all’immobilità fisica, protrattasi per oltre sessant’anni. La sua spiritualità ruotò intorno alla Volontà di Dio.
Luisa visse povera, senza nulla di proprio. Il ricavato del lavoro a tombolo, che esercitava nei limiti delle sue possibilità fisiche, era il suo unico ed esiguo provento. L’Eucaristia fu il suo vero unico cibo, perché quei pochi grammi di cibo di cui si nutriva li rimetteva nella quasi totalità. Durante la giornata trascorreva molte ore raccolta in preghiera. A notte inoltrata si addormentava per ritrovarsi al mattino in un inspiegabile stato di rigidità cadaverica, dalla quale ella rinveniva unicamente per obbedienza ad un sacerdote.
Il 28 febbraio 1899, per obbedienza al padre spirituale, cominciò a scrivere il suo diario, che consiste in un manoscritto raccolto in 36 volumi, contenente tutto ciò che il Signore le andava suggerendo. Nel 1926 scrisse “Memorie d’infanzia” per ordine di sant’Annibale M. Di Francia, suo direttore spirituale straordinario e censore degli Scritti.
Continua ancora a meravigliarci la ricchezza di dottrina contenuta nei suoi scritti, se pensiamo che Luisa frequentò appena la prima elementare.
A causa di incomprensioni da parte di chi vide in lei una donna esaltata e nevrotica che voleva attirare l’attenzione su di sé, nel 1938 su di lei gravò la condanna del Sant’Uffizio, il quale mise all’indice tutti i suoi scritti. Luisa, degna “figlia della Divina Volontà”, si sottomise docilmente al giudizio dell’autorità della Chiesa, rimettendo la sua causa nelle mani di Dio.
In quest’ora tremenda di prova, durata fino alla morte, le fu molto vicino l’ultimo confessore don Benedetto Calvi.
Morì all’alba del 4 marzo 1947. I funerali videro la partecipazione di una immensa folla che la acclamava santa.
I suoi resti mortali riposano dal 3 luglio 1963 nella parrocchia di Santa Maria Greca di Corato.
Il 20 novembre 1994 fu introdotta la fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione, conclusasi il 29 ottobre 2005.

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