Biografia
Venerabile Don Raffaele Dimiccoli
Tra le figure più emergenti e rappresentative dei nostri tempi, che si sono distinti per santità di vita e generosità, evidenziando i sani valori presenti tra la nostra gente, brilla il Servo di Dio Don Raffaele Dimiccoli.
Nacque a Barletta il 12 ottobre 1887. Ordinato sacerdote il 30 luglio 1911 fu inviato nella sua parrocchia di origine, San Giacomo Maggiore, e svolse il suo ministero speciamente tra i ragazzi dell'Oratorio San Filippo Neri, istituzione fondata nel 1899 dal sacerdote Don Giuseppe Balestrucci.

Instancabile apostolo, animato da un ardente amore per il Signore, don Raffaele ebbe per tutta la vita un unico movente propulsore: la carità verso i fratelli bisognosi nello spirito e nel corpo. Ed è proprio a favore degli ultimi che, prediligendo un rione povero della periferia di Barletta, alienando i suoi beni, acquistò un ex mulino e inaugurò nel 1924 il "Nuovo Oratorio San Filippo Neri", fucina di vita cristiana per tanti bambini, giovani e adulti, oltre che vivaio di vocazioni sacerdotali e religiose.

Qui si fece piccolo con i piccoli, ascoltandoli e dandogli attenzione, sorridendo e scherzando con loro e - conquistatasi la loro fiducia - infuse nel loro cuore la sana educazione umana e cristiana, indispensabile per una crescita armoniosa della loro personalità.

Nel 1928 fondò in un altro quartiere povero della città una scuola materna con annesse opere sociali e religiose, denominata "Casa degli Angeli". Fu assistente diocesano di azione Cattolica, e nel 1948 Vicario generale dell'Arcidiocesi Nazarena di Barletta.

Sotto questa veste diede inizio all'opera assistenziale "Villaggio del Fanciullo", dedicato al Buon Pastore. Tutta l'esistenza di don Dimiccoli fu spesa principalmente a servizio della salvaguardia della vita fin dal suo nascere, per questo, nonostante la precarietà dei mezzi economici, non gli venne mai meno la volontà di impiantare oratori, asili, laboratori e istituzioni educative, disseminate per tutta la città di Barletta.

La morte, sopravvenuta il 5 aprile 1956, non gli diede occasione di vedere realizzata l'ultima opera da lui voluta a favore di un altro rione in via di espansione, con l'istituzione della Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria.

Don Raffaele Dimiccoli, come il chicco di grano è marcito ma non è morto, anzi è diventato spiga, campo di messe attreaverso l'opera di coloro che lo hanno conosciuto quand'era in vita e di chi si è lasciato prendere dal fascino della sua testimonianza.

Sì, perché Don Raffaele, come ciascuno di noi, è stato chiamato a seguire il Vangelo di Cristo e a comunicarlo agli altri con la propria testimonianza di vita. La sua fama si santità non si è affievolita, anzi è in continuo crescendo e la sua tomba è meta di visite da parte di chi lo ha conosciuto e di chi invoca la sua protezione.
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